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Calcolatore plusvalenza immobiliare 2025

Calcola la plusvalenza immobiliare 2025: imposta sostitutiva del 26% sulla cessione entro 5 anni, plusvalenza netta e confronto con tassazione IRPEF ordinaria.

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Inserisci la plusvalenza realizzata dalla vendita dell'immobile: il calcolatore mostra subito l'imposta sostitutiva del 26% e l'importo netto che rimane.

La plusvalenza e la differenza tra il prezzo di vendita e il costo di acquisto (piu le spese documentate). L'imposta sostitutiva del 26% si versa tramite il notaio al rogito, su richiesta del cedente.

Imposta sostitutiva

Aliquota applicata

Plusvalenza netta

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Come funziona la tassazione della plusvalenza immobiliare

Quando si vende un immobile entro cinque anni dall'acquisto, la plusvalenza realizzata (differenza tra prezzo di vendita e costo di acquisto documentato, comprensivo di spese notarili e lavori tracciati) costituisce reddito tassabile. Il venditore puo scegliere tra due regimi: la tassazione ordinaria IRPEF, in cui la plusvalenza si somma agli altri redditi e si tassano con gli scaglioni progressivi fino al 43%, oppure l'imposta sostitutiva del 26%, applicata direttamente dal notaio al rogito su richiesta del cedente.

L'imposta sostitutiva e definitiva: non entra nella dichiarazione dei redditi e non incide sugli scaglioni IRPEF degli altri redditi. Il notaio calcola l'imposta, la trattiene dal corrispettivo e la versa all'Agenzia delle Entrate entro il mese successivo al rogito. Per il cedente e un sistema semplice e spesso conveniente.

Esempio: 50.000 € EUR di plusvalenza

Su una plusvalenza di 50.000 € EUR, l'imposta sostitutiva del 26% e di 13.000 € EUR, quindi restano 37.000 € EUR netti. L'imposta sostitutiva del 26% si applica alla cessione entro 5 anni dall'acquisto, su richiesta al notaio al rogito, in alternativa alla tassazione IRPEF ordinaria. L'abitazione principale e gli immobili ricevuti in successione sono esenti.

Voce Importo
Plusvalenza realizzata50.000 € EUR
Aliquota imposta sostitutiva26%
Imposta sostitutivameno 13.000 € EUR
Plusvalenza netta37.000 € EUR

Immobili esenti dalla plusvalenza

La norma (art. 67, comma 1, lettera b del TUIR) esclude dalla tassazione le plusvalenze derivanti da: abitazione principale, cioe l'immobile in cui il cedente o i suoi familiari hanno risieduto per la maggior parte del periodo intercorso tra acquisto e vendita; immobili pervenuti per successione ereditaria, indipendentemente dalla data di acquisto originaria del defunto; immobili acquistati da oltre cinque anni, per i quali la plusvalenza non e mai tassabile. In questi casi non si deve optare per nessun regime: la plusvalenza e semplicemente fuori campo.

Imposta sostitutiva o IRPEF ordinaria?

Con la tassazione IRPEF ordinaria, la plusvalenza si somma al reddito complessivo dell'anno di vendita. Chi ha gia un reddito da lavoro o da pensione paga la plusvalenza allo scaglione marginale piu alto: 35% tra 28.000 e 50.000 EUR, 43% oltre i 50.000 EUR. L'imposta sostitutiva al 26% conviene quindi nella grande maggioranza dei casi pratici. La scelta si fa una volta sola al rogito: non e possibile cambiarla in sede di dichiarazione dei redditi.

Per chi ha un reddito complessivo molto basso (sotto i 15.000 EUR circa) e beneficia di detrazioni rilevanti, l'IRPEF ordinaria potrebbe risultare inferiore al 26%. In quel caso conviene non optare per l'imposta sostitutiva e dichiarare la plusvalenza nel quadro RL della dichiarazione dei redditi. Un commercialista puo verificare l'opzione piu conveniente prima del rogito.

Come si calcola la plusvalenza

La plusvalenza e la differenza tra il prezzo di vendita (corrispettivo percepito) e il costo fiscalmente riconosciuto, cioe il prezzo di acquisto piu le spese documentate: onorari notarili, imposte di acquisto (registro, ipotecaria, catastale o IVA), spese di intermediazione immobiliare, costi di ristrutturazione o miglioramento sostenuti dal cedente e documentati con fattura. Una documentazione accurata riduce la base imponibile e quindi l'imposta dovuta.

Frequently asked questions

Quando si applica l'imposta sostitutiva del 26% sulla plusvalenza immobiliare?
L'imposta sostitutiva del 26% si applica alla cessione di immobili acquistati da meno di 5 anni, ad eccezione dell'abitazione principale e degli immobili ricevuti in successione. Si sceglie al momento del rogito notarile: il notaio trattiene l'imposta e la versa direttamente all'Erario. In alternativa, la plusvalenza concorre al reddito complessivo IRPEF con gli scaglioni ordinari (fino al 43%).
Abitazione principale ed immobili ereditati sono davvero esenti?
Si. La plusvalenza sulla cessione dell'abitazione principale, intesa come immobile in cui il cedente o i suoi familiari hanno risieduto per la maggior parte del periodo di possesso, e esente da imposta. Sono esenti anche gli immobili ricevuti per successione ereditaria, indipendentemente dalla data di acquisto da parte del defunto. In entrambi i casi non occorre optare per nessun regime particolare.
Conviene l'imposta sostitutiva del 26% rispetto all'IRPEF ordinaria?
Dipende dallo scaglione IRPEF del venditore. Chi ha un reddito complessivo superiore a 28.000 EUR paga l'IRPEF al 35% o al 43% sulla plusvalenza; in quel caso l'imposta sostitutiva al 26% e nettamente conveniente. Per redditi bassi (sotto i 15.000 EUR circa), l'IRPEF ordinaria potrebbe risultare inferiore, ma e un caso poco frequente in sede di compravendita immobiliare.
Come si calcola la plusvalenza quando l'immobile e stato ristrutturato?
Le spese di ristrutturazione sostenute dal cedente, documentate con fattura e pagate tracciabilmente, si sommano al costo di acquisto originario aumentando la base di calcolo. Se ad esempio l'immobile e stato acquistato per 150.000 EUR e si sono spesi 30.000 EUR in ristrutturazioni documentate, il costo fiscalmente riconosciuto sale a 180.000 EUR. Su una vendita a 220.000 EUR la plusvalenza imponibile sarebbe quindi 40.000 EUR e non 70.000 EUR.

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