Inserisci le tue plusvalenze e minusvalenze da criptovalute per calcolare l'imposta sostitutiva del 26% applicabile nel 2025 in Italia, tenendo conto della soglia di esenzione di EUR 2.000.
Imposta crypto (EUR)
-
Plusvalenze nette
-
Soglia esenzione 2025
-
Base imponibile
-
Imposta 26%
-
Il tuo dettaglio
Aggiornamento in tempo reale| Voce | Importo |
|---|
Come funziona la tassazione delle criptovalute in Italia nel 2025
Dal 2023 le criptovalute sono classificate come attivita finanziarie soggette a imposta sostitutiva del 26% sulle plusvalenze nette realizzate nell'anno. La norma di riferimento e il decreto legislativo che ha recepito la direttiva europea sulle valute virtuali, confermato per il 2025 senza modifiche di aliquota. L'imposta si calcola sulla differenza positiva tra il prezzo di vendita e il costo di acquisto, al netto delle minusvalenze dello stesso periodo. Se le plusvalenze nette non superano EUR 2.000, non si deve versare alcun tributo.
Soglia di esenzione di EUR 2.000 e monitoraggio fiscale
La soglia di EUR 2.000 ha una doppia funzione: sotto di essa, le plusvalenze nette non sono tassabili e non scatta l'obbligo di compilare il quadro RW per il monitoraggio fiscale. Superata la soglia, invece, l'intero importo eccedente entra nella base imponibile al 26%, e le criptovalute detenute al 31 dicembre vanno dichiarate nel quadro RW se il valore supera EUR 15.000. Il calcolo di questo strumento applica la soglia come previsto dalla normativa vigente per il periodo d'imposta 2025.
Metodo LIFO e calcolo del costo di acquisto
L'Agenzia delle Entrate ha chiarito che per le criptovalute si applica il metodo LIFO: l'ultimo lotto acquistato e considerato il primo venduto. Questo criterio incide direttamente sul calcolo della plusvalenza, poiche il costo di riferimento cambia in base alla cronologia degli acquisti. In periodi di mercato rialzista, il LIFO tende a produrre plusvalenze maggiori rispetto al metodo FIFO, aumentando la base imponibile. E quindi fondamentale tenere un registro dettagliato di ogni operazione, inclusi data, quantita e prezzo in euro di ogni acquisto.
Compensazione delle minusvalenze e riporto agli anni successivi
Le minusvalenze realizzate nell'anno possono essere compensate con le plusvalenze dello stesso periodo, riducendo la base imponibile. Se le minusvalenze superano le plusvalenze, l'eccedenza puo essere riportata nei quattro anni fiscali successivi, a condizione che sia stata dichiarata nella relativa dichiarazione dei redditi. Questo meccanismo e importante in anni di mercato ribassista: dichiarare le perdite anche quando non si deve pagare imposta consente di usarle come scudo fiscale negli anni di guadagno. Il calcolatore calcola l'imposta dell'anno corrente, senza tenere conto di eventuali minusvalenze pregresse riportate.